La digitalizzazione ha portato a una rivoluzione nel mondo del mercato economico con la necessità delle aziende di specializzarsi nei singoli settori sia per essere competitive, ma anche per rispettare le normative in essere. Un esempio è il caso in cui l’impresa preveda un certo numero di dipendenti con la necessità di farsi affiancare nella sua attività da un professionista specializzato come il consulente del lavoro che diventa quindi una figura non più opzionale ma fondamentale per l’attività amministrativa. Ma come scegliere il consulente più adatto alla propria azienda? Quali sono i parametri da considerare? Di seguito andremo a valutare gli aspetti principali e l’innovazione che ha portato l’avvento del web, con la possibilità di avere un consulente direttamente online.
Chi è il consulente del lavoro e cosa fa
La consulenza di un professionista è un valore aggiunto e necessario per un’azienda moderna, permettendo di ottenere una maggiore produttività. Ma chi è il consulente del lavoro? Come si può comprendere dal termine si fa riferimento a un libero professionista il cui compito è strettamente connesso alle attività collegate al mondo delle risorse umane e quindi farà riferimento al personale di enti o di imprese.
Per rendersi conto del suo ruolo, è importante comprendere cosa succede nel momento in cui un’azienda decide di assumere dei dipendenti. In base alla normativa vigente il datore di lavoro sarà obbligato a svolgere una serie di attività preliminari, come stipulare un contratto, aprire una posizione contributiva ed effettuare le comunicazioni all’ente preposto. Successivamente ogni mese dovrà essere calcolato lo stipendio e le ore di straordinario, l’eventuale costo di trasferta e la somma contributiva da versare.
Sono tutte attività che richiedono tempo, una conoscenza della materia e una interazione con gli organi preposti nell’ambito fiscale e contributivo. In questo settore si colloca l’attività del consulente.
Inoltre è importante valutare che il ruolo di questa figura non è solo strettamente connessa con l’elaborazione delle buste paghe e dei calcoli degli onorari, ma i suoi compiti sono anche più ampi. Infatti quella del consulente del lavoro è una figura che fa da tramite tra l’azienda e il lavoratore, offrendo un’assistenza tecnica su vari aspetti economici e legali, intervenendo anche in caso di contenziosi legati all’ambito lavorativo al fine di risolverli in via bonaria. Infine il consulente ha anche un ruolo di controllo nell’attività delle aziende in caso di riciclaggio oppure di finanziamenti di denaro a scopo terroristico.
Come scegliere il consulente del lavoro
Scegliere il consulente del lavoro che si adatti alla propria azienda è un qualcosa da non sottovalutare, infatti grazie alla collaborazione con questo professionista si potranno soddisfare anche le richieste dei dipendenti e migliorare la loro produttività e quella dell’azienda. Ma quali sono i parametri da scegliere al fine di individuare la figura più adatta?
• Percorso lavorativo: la prima cosa da verificare è il percorso di studi e quello lavorativo del professionista. Infatti è necessario che abbia una laurea in una materia giuridica o economica, e che sia regolarmente iscritto all’Albo professionale al fine di poter eseguire l’attività specifica.
• Competenze: può essere molto vantaggioso valutare quali sono le specializzazioni del consulente, che esulino la compilazione della busta paga, in modo da offrirvi una semplificazione della gestione delle risorse umane.
• Comunicazione chiara e semplice: il consulente del lavoro deve poter offrire le soluzioni più convenienti e adatte alle esigenze dell’azienda e che soddisfino i dipendenti. In molti casi possono essere anche utili le sue conoscenze in materia economica e giuridica. Per questo tra i parametri di scelta si deve tenere presente la chiarezza del linguaggio. Un professionista è colui che conosce in modo molto profondo la materia e non ha bisogni di nascondersi dietro a tecnicismi o a parole complesse, ma vi permetterà di comprendere in modo chiaro e preciso il suo lavoro.
• Costi: come libero professionista l’attività del consulente del lavoro deve essere retribuita. Sarà possibile stabilire un fisso mensile oppure invece effettuare un pagamento in base alle singole prestazioni. È importante fare attenzione a chi richiede compensi che sono al di sotto della media o esagerati per il suo lavoro.
• Disponibilità: infine è importante anche valutare quale sia la disponibilità del consulente a recarsi in azienda e a relazionare con i dipendenti oltre a presenziare quando necessario. Oggi grazie alla digitalizzazione è possibile anche utilizzare dei sistemi moderni e innovativi in cui le attività si svolgono direttamente online.