Lo scopo della pianificazione fiscale è sfruttare le fonti di reddito per ridurre la base imponibile e, di conseguenza, il carico relativo al prelievo delle imposte che verrà applicato. In linea di massima, ogni contribuente può scegliere diversi comportamenti al fine di ridurre la propria pressione fiscale, ma in realtà sono azioni che riguardano, più che ci riferiamo, ad aziende e amministratori di attività economiche anche di medio livello.

In questi casi si dovranno studiare strategie in base all’analisi di specifiche informazioni come, per esempio, la posta di bilancio e il riporto delle perdite, nonché la tassazione di soci e società. Ciò consente di avere un efficace controllo di gestione che permetterà il confronto degli obiettivi stabiliti in fase di pianificazione con i risultati conseguiti. Eventuali scostamenti permetteranno agli organi competenti di adottare le dovute azioni correttive. Allo stesso modo si potrà agire a livello contabile per avere un preciso calcolo preventivo delle imposte, potendo anche verificare se i ricavi risultano congrui agli indici di affidabilità fiscale.

La pianificazione fiscale a livello aziendale apre scenari alquanto interessanti e consente di ottimizzare il sistema attraverso più simulazioni elaborate in tempo reale. Si potranno ottenere precise proiezioni dell’intero esercizio, acquisendo i dati della dichiarazione dell’anno precedente, estrapolando automaticamente i dati di bilancio e quelli contabili e riportando in bilancio le rettifiche riguardanti le imposte. Fino ad ora abbiamo discusso su comportamenti leciti che la legge consente e che vengono adottati quotidianamente da imprese e società. Ci sono però molte altre tecniche che operano in situazioni decisamente meno trasparenti e rientrano nella cosiddetta pianificazione fiscale aggressiva.

Se da una parte la pianificazione fiscale non comporta alcun disvalore dei principi tutelati dall’ordinamento tributario, dall’altra, alcuni schemi comportamentali provocano effetti economici deleteri per l’interesse erariale. Rappresentano soluzioni che sfruttano le incongruenze presenti in uno o più sistemi fiscali di Stati diversi, con l’unica finalità di ridurre la base imponibile e pagare meno tasse del dovuto. Sono azioni poco oneste e non conformi alla legge: tra le più sfruttate evidenziamo le doppie detrazioni o la doppia non imposizione. Come detto, nella maggior parte dei casi le tecniche vengono messe in atto avvantaggiandosi delle disparità presenti tra diversi sistemi fiscali, di conseguenza riguardano aziende operanti, più che altro, a livello internazionale oppure società che appartengono a gruppi multinazionali.

La sottrazione di materia imponibile attraverso il sistema della tassazione dei redditi nei Paesi in cui i redditi stessi vengono tassati al minimo, a volte anche detassati, è una delle procedure più diffuse. Si sfrutta infatti la tassazione privilegiata di determinati paesi per trasferire i profitti su cui saranno applicate aliquote molto più basse rispetto allo Stato di origine, dove la società effettua invece le operazioni commerciali. 

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